D’Addario, Travaglio, Santoro. Bingo! Una prostituta con la “pistola” (registratore), un preturaiolo che una sera fu visto a cena con un mafioso, un ossigenato miliardario comunista che un giorno per un bel gruzzolo di miliardi abbandonò la Rai per passare al soldo del Berlusca. E rivelò la sua limitata caratura giornalistica: la trasmissione di approfondimento che gli fu affidato in Mediaste, “Moby Dick”, fu un vero disastro. La ragione? Ad un giornalista militante in quella sede non era possibile parlare male di Berlusconi: l’argomento che è nelle sue corde, l’unica cosa che gli riesce bene… a volte!...
Non c’è che dire, un “trio” quello che si è esibito giovedì sera in “annozero”, tanto bene assortito, che neppure “Aldo, Giovanni e Giacomo”: ancora più spassoso, anche se le loro prestazioni ripetitive sono sempre più stucchevoli, prevedibili, e spesso non rispondenti alle loro aspettative. A rimestare nella pattumiera non di rado ci si sporca…
Ad uscirne meno acciaccata dalla trasmissione mi è parsa proprio lei, la prostituta, dalla espressione stanca, spremuta sino all’inverosimile da un intervistatore che non riesce a farle dire ciò che si vorrebbe dicesse contro il capo del governo, e che forse finalmente ha capito di essere diventata uno strumento nelle spire di personaggi senza scrupoli che si muovono per inconfessabili ragioni politiche.
Negli anni ho avuto tanti amici comunisti, operai, studenti, impiegati; ci si scontrava in appassionati dibattiti, confronto di ideali, per l’affermazione dei quali si era pronti a lottare sino alle estreme conseguente. Poi “l’ideale comunista” fece “pluf”, e i corifei del culturame marxista proclamarono che “tutti” gli ideali era caduti… Non era vero, un solo ideale di era dissolto, ci sono ancora uomini che nei proprio sentimenti ne coltivano ancora, ma intanto i partiti, privi di ideali e proprietà di maneggioni (occorre fare i nomi?), si sono trasformati in comitati d’affari…
Con i giovani contraddittori d’un tempo, studenti e onesti lavoratori (ex) comunisti, mi incontro ancora, di quando in quando, intorno ad un tavolino di un caffé del centro, a volte ci osserviamo e ci scappa da ridere… Un sorriso che sottintende un’amara espressione: “Siano stati presi per i fondelli”... Loro più disillusi di me, che in verità ho sempre ritenuto poco credibili e di scarso intelletto esponenti della mia porte; loro, i miei contraddittori di un tempo, dall’imperativo “proletari di tutto il mondo unitivi” si sono ritrovati nel proprio orizzonte un “ossigenato comunista miliardario”.
Ora, finalmente, ci unisce un sentimento, un pensiero che riusciamo a condividere: “I comunisti miliardari ci stanno proprio sui c.”
sabato 3 ottobre 2009
domenica 13 settembre 2009
È cominciato il “dopo Berlusconi”?
Lo sostiene Pierferdinando Casini, come Battiato alla vana ricerca di un “centro di gravità permanente”, lo spera Francesco Rutelli, che ambisce di uscire dal nulla in cui è stato relegato nel Pd, lo sogna Gianfranco Fini, per trarsi fuori dal cono d’ombra nel Pdl, ma sarà e resterà, si ritiene, soltanto un sogno. I tre personaggi politici si sono incontrati a Chianciano e, tra una effusione e l’altra, si sono scambiati cenni d’intesa e promesse per il futuro. Qualcuno ha sospettato trattarsi di un mènage a trois, altri (il Giornale) hanno scritto “Il triangolo no”. Una sorta di “Trio Le(bu)scano” dell’Eiar (la Rai d’altri tempi). Rutelli le ha prese, infatti, alle amministrative di Roma dal sindaco “ombra” Alemanno (quello vero è il rabbino capo di Roma Pacifico); Casini se li è dati da solo, mettendosi fuori della maggioranza, e dal governo; Fini, che evidentemente ha reciso i contatti con la base del suo ex partito di cui non conosce i mutati umori, rischia di prendere batoste (in senso figurato) che influiranno negativamente sulla sua carriera politica.
Sul destino politico dell’ex segretario dell’ex An ci sono alcune stazioni termali. A Fiuggi decretò la fine del MSI, che gli valse il nomignolo di “fiuggiasco”; a Chianciano ha deciso (forse) il distacco dal Pdl; chissà che nel suo avvenire non ci sia un Salsomaggiore a segnare la fine della sua carriera politica. Ovviamente è soltanto un presagio, non un auspicio. Non accadrà se egli rinsavirà e la smetterà di fare piroette (in senso politico), esercizio in cui si è rivelato più abile della Bella Otero.
Fini, come Pietro, ha ripudiato tre volte… Ha ripudiato Mussolini, passando dal “Mussolini grande statista” al “fascismo male assoluto”; ha ripudiato Almirante, che lo ha eletto a suo successore alla guida del MSI; ha ripudiato se stesso, circa la legge sull’emigrazione, la “Bossi - Fini” che, appunto, porta il suo nome.
Ma torniamo al tema iniziale. È veramente iniziato il “dopo Berlusconi”? Certo, è iniziato il giorno successivo all’avvento dell’era berlusconiana. Come ogni cosa, come la vita stessa, il cui “dopo” inizia il giorno successivo alla nascita,… il vero problema non è quando inizia il “dopo”, ma quando finisce…
Abbiamo il sospetto che gli interminabili e feroci attacchi abbiano avuto per Berlusconi la stessa funzione di un vaccino, rafforzando addirittura le sue di difese. Berlusconi come il re del Ponto Mitridate… E temiamo che, come sostenne un giornalista in una trasmissione televisiva, il potere di Berlusconi ha i …decenni contati (anagrafe permettendo).
Sul destino politico dell’ex segretario dell’ex An ci sono alcune stazioni termali. A Fiuggi decretò la fine del MSI, che gli valse il nomignolo di “fiuggiasco”; a Chianciano ha deciso (forse) il distacco dal Pdl; chissà che nel suo avvenire non ci sia un Salsomaggiore a segnare la fine della sua carriera politica. Ovviamente è soltanto un presagio, non un auspicio. Non accadrà se egli rinsavirà e la smetterà di fare piroette (in senso politico), esercizio in cui si è rivelato più abile della Bella Otero.
Fini, come Pietro, ha ripudiato tre volte… Ha ripudiato Mussolini, passando dal “Mussolini grande statista” al “fascismo male assoluto”; ha ripudiato Almirante, che lo ha eletto a suo successore alla guida del MSI; ha ripudiato se stesso, circa la legge sull’emigrazione, la “Bossi - Fini” che, appunto, porta il suo nome.
Ma torniamo al tema iniziale. È veramente iniziato il “dopo Berlusconi”? Certo, è iniziato il giorno successivo all’avvento dell’era berlusconiana. Come ogni cosa, come la vita stessa, il cui “dopo” inizia il giorno successivo alla nascita,… il vero problema non è quando inizia il “dopo”, ma quando finisce…
Abbiamo il sospetto che gli interminabili e feroci attacchi abbiano avuto per Berlusconi la stessa funzione di un vaccino, rafforzando addirittura le sue di difese. Berlusconi come il re del Ponto Mitridate… E temiamo che, come sostenne un giornalista in una trasmissione televisiva, il potere di Berlusconi ha i …decenni contati (anagrafe permettendo).
sabato 29 agosto 2009
Sberlusconi va alla guerra…
Siamo ormai alla “quarta guerra mondiale”, le sinistre – o democratici, come ora si fanno chiamare – soccombenti in ogni paese europeo, hanno mobilitato le forze mediatiche e le hanno scagliate contro il premier italiano, leader tra i più votati e con i maggiori consensi dell’opinione pubblica.
L’attivismo frenetico di Berlusconi sconvolge gli avversari politici allo sbando: la monnezza napoletana, gli interventi a favore del terremotati di L’Aquila, il successo clamoroso del G8, ed altro ancora, travalica i limiti e si scatena la lotta senza risparmio di colpi…
Le lagnanze della first lady per la visita a casa di una diciottenne che compie gli anni, le festose riunioni private in Sardegna documentate da foto (innocue) scattate in maniera truffaldina, le registrazioni di una “escort” (versione chic di prostituta), ed è subito “guerra”…
Guida la pugna l’ammiraglia La Repubblica che mobilità le sue “penne” più agguerrite: i suoi servizi vengono rilanciati da una caterva di quotidiani “democratici”, di tutto il mondo, e ripresi a sua volta dall’ammiraglia, che rilancia e riprende, riprende e rilancia, un interminabile giuoco che fa gridare al, “complotto”… “si vuole la caduta del governo” per riconsegnare il potere ai… “poteri forti”… Si arruolano per la riversa anche le pubblicazioni cattoliche, Famiglia Cristiana (settimanale da sempre schierato a sinistra) e Avvenire, quotidiano dei Vescovi
Sembra una lotta impari, l’assolto si fa cruenta, gli articoli, sempre gli stessi, vengono rielaborati e rilanciati, ripresi rielaborati e rilanciati…
E Lui?, il Berlusca?... Dicono gli speranzosi che ormai stia per crollare, ci sarà un autunno caldo, caldissimo, che lo brucerà, dicono… E invece, come nella celebre opera Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, “Al fin della licenza, io tocco!”
Si dice che qualcuno li aveva avvertiti: “Badate, stanno frugando tra le vostre corna e i nei vostri armadi…”
Proprio così, al termine della vacanza estiva l’ufficio legale di Berlusconi parte al contrattacco, querela La Repubblica per diffamazione e chiede un risarcimento di un miliardo, promuove azioni giudiziarie per i giornali stranieri, vengono pubblicizzate passate vicende poco edificanti ed immorali dei “moralisti”, rivelati fatti relativi all’editore del gruppo editoriale Espresso Carlo De Benedetti (fattaccio Sme, moglie già amante di Agnelli), al direttore di La Repubblica Ezio Mauro (acquisto in parte in nero di appartamento, conseguente frode al fisco) e del direttore di Avvenire Boffo (condanna per molestie alla moglie dell’amante), si dice che n’è per tutti, anche per le “penne agguerrire”, e sembra si stia per mettere le mani anche su un tesoretto in un paradiso fiscale…
Si dice che quella dell’attesa è stata una strategia. Si era certi che sarebbe stato un crescendo, come un fiume in piena che alla fine, esondando, li avrebbe travolti. Bisognava incassare e pazientare. Un proverbio cinese dice: “Siedi alla sponda di un fiume a aspetta: vedrai passare il cadavere del tuo nemico”…
E’ dunque giunto il momento del contrattacco? Ci sono SBERLE per tutti. E…
“Sberlusconi va alla guerra”…
L’attivismo frenetico di Berlusconi sconvolge gli avversari politici allo sbando: la monnezza napoletana, gli interventi a favore del terremotati di L’Aquila, il successo clamoroso del G8, ed altro ancora, travalica i limiti e si scatena la lotta senza risparmio di colpi…
Le lagnanze della first lady per la visita a casa di una diciottenne che compie gli anni, le festose riunioni private in Sardegna documentate da foto (innocue) scattate in maniera truffaldina, le registrazioni di una “escort” (versione chic di prostituta), ed è subito “guerra”…
Guida la pugna l’ammiraglia La Repubblica che mobilità le sue “penne” più agguerrite: i suoi servizi vengono rilanciati da una caterva di quotidiani “democratici”, di tutto il mondo, e ripresi a sua volta dall’ammiraglia, che rilancia e riprende, riprende e rilancia, un interminabile giuoco che fa gridare al, “complotto”… “si vuole la caduta del governo” per riconsegnare il potere ai… “poteri forti”… Si arruolano per la riversa anche le pubblicazioni cattoliche, Famiglia Cristiana (settimanale da sempre schierato a sinistra) e Avvenire, quotidiano dei Vescovi
Sembra una lotta impari, l’assolto si fa cruenta, gli articoli, sempre gli stessi, vengono rielaborati e rilanciati, ripresi rielaborati e rilanciati…
E Lui?, il Berlusca?... Dicono gli speranzosi che ormai stia per crollare, ci sarà un autunno caldo, caldissimo, che lo brucerà, dicono… E invece, come nella celebre opera Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, “Al fin della licenza, io tocco!”
Si dice che qualcuno li aveva avvertiti: “Badate, stanno frugando tra le vostre corna e i nei vostri armadi…”
Proprio così, al termine della vacanza estiva l’ufficio legale di Berlusconi parte al contrattacco, querela La Repubblica per diffamazione e chiede un risarcimento di un miliardo, promuove azioni giudiziarie per i giornali stranieri, vengono pubblicizzate passate vicende poco edificanti ed immorali dei “moralisti”, rivelati fatti relativi all’editore del gruppo editoriale Espresso Carlo De Benedetti (fattaccio Sme, moglie già amante di Agnelli), al direttore di La Repubblica Ezio Mauro (acquisto in parte in nero di appartamento, conseguente frode al fisco) e del direttore di Avvenire Boffo (condanna per molestie alla moglie dell’amante), si dice che n’è per tutti, anche per le “penne agguerrire”, e sembra si stia per mettere le mani anche su un tesoretto in un paradiso fiscale…
Si dice che quella dell’attesa è stata una strategia. Si era certi che sarebbe stato un crescendo, come un fiume in piena che alla fine, esondando, li avrebbe travolti. Bisognava incassare e pazientare. Un proverbio cinese dice: “Siedi alla sponda di un fiume a aspetta: vedrai passare il cadavere del tuo nemico”…
E’ dunque giunto il momento del contrattacco? Ci sono SBERLE per tutti. E…
“Sberlusconi va alla guerra”…
sabato 15 agosto 2009
“Il ferragosto in carcere”, promosso dal partito radicale
Un vecchio adagio cinese consiglia: “Vai a casa e picchia tua moglie: tu non sai perché, ma lei si”. Mi è venuto in mente durante la “tre giorni ferragostana” pro carcerati, promossa da chi fu mallevadore della “on. Cicciolina”, dell’on. terrorista Giovanni Negri e della presidenza Scalfaro.
Sollecitati dalla intensa promozione radiofonica, numerosi parlamentari, di destra e di sinistra, hanno visitato le carceri e portato sollievo ai poveri reclusi vittime di questo “regime vessatorio forte con i deboli e debole con i forti”. Parafrasando l’adagio cinese, è nato in me il desiderio di un suggerimento alle guardie carcerarie: “Fateli entrare (gli onorevoli visitatori) e sbarrate le porte: voi non sapete perché, ma loro si”.
Lo confesso, sono incorreggibile e in certo modo colpevole: il mio animo non si è intenerito per i disagi dei poveri reclusi ristretti in carceri affollati, vittime del regime vessatorio, ma, ancora peggio, il mio pensiero è volato verso coloro cui va addebitato la responsabilità di tante reclusioni: le donne stuprate ed uccise, le intere famiglie sterminate da automobilisti ebbri e drogati, i giovani morti vittime di spacciatori di droga, i pensionati trucidati e derubati dei sudati risparmi. Essi non hanno problemi di sovraffollamento…
Sarà per questo che nessun parlamentare, di destra o di sinistra, ha avuto il desiderio di visitare le loro famiglie, e portare loro una parola di solidarietà e di conforto.
E’ un mondo allo rovescia, quello in cui viviamo.
Sollecitati dalla intensa promozione radiofonica, numerosi parlamentari, di destra e di sinistra, hanno visitato le carceri e portato sollievo ai poveri reclusi vittime di questo “regime vessatorio forte con i deboli e debole con i forti”. Parafrasando l’adagio cinese, è nato in me il desiderio di un suggerimento alle guardie carcerarie: “Fateli entrare (gli onorevoli visitatori) e sbarrate le porte: voi non sapete perché, ma loro si”.
Lo confesso, sono incorreggibile e in certo modo colpevole: il mio animo non si è intenerito per i disagi dei poveri reclusi ristretti in carceri affollati, vittime del regime vessatorio, ma, ancora peggio, il mio pensiero è volato verso coloro cui va addebitato la responsabilità di tante reclusioni: le donne stuprate ed uccise, le intere famiglie sterminate da automobilisti ebbri e drogati, i giovani morti vittime di spacciatori di droga, i pensionati trucidati e derubati dei sudati risparmi. Essi non hanno problemi di sovraffollamento…
Sarà per questo che nessun parlamentare, di destra o di sinistra, ha avuto il desiderio di visitare le loro famiglie, e portare loro una parola di solidarietà e di conforto.
E’ un mondo allo rovescia, quello in cui viviamo.
venerdì 8 marzo 1996
Iscriviti a:
Post (Atom)
