domenica 1 novembre 2009

Il “Caso chiuso”…

È la logica della “travagliata ditta” dell’ossigenato comunista miliardario: «Marrazzo si è dimesso il caso è chiuso. Il reato è stato commesso dai carabinieri, processiamo Berlusconi.» Punto. Sorprendente! Ma tant’è…
La sbrigativa soluzione, se soddisfa i plaudenti trinaricciuti (per dirla alla maniera di Guareschi), in trasmissione o fuori, certo non se la devono gli italiani, che non si lasciano abbindolare da troppo palesi mistificazioni, che al confronto le performance del mitico trasformista Rudinì sembrerebbero robe da dilettanti allo sbaraglio…
Ma vediamo perché il caso non è affatto chiuso…
Se un Prefetto, o un qualsiasi altro funzionario di Ente pubblico, usa l’auto (con autista) dell’Ente per la spesa della signora, o per fare accompagnare la figliuola a scuola, commette il reato di “peculato d’uso”. Piero Marrazzo (e ci dispiace per lui), con auto, autista e carburante della Regione Lazio ci andava a puttane – o viados, trans, che dir si voglia, sempre prostituti/e erano – e, a prescindere dall’aspetto morale della squallida vicenda, con un notevole aggravio economico per l’Ente e, di conseguenza, per i contribuenti.
Se c’è un giudice a Roma, presto sapremo anche quanto straordinario è stato corrisposto negli ultimi tempi all’autista della Regione Lazio che, sino a tarda notte, lungo la Via Gradoli, tra una sigaretta e l’altra, attendeva in auto – “qualche centinaia di metri più giù” – che il Governatore riemergesse dalla trans-alcova…
La sbrigativa chiusura troverà certamente consenzienti i moralisti (si fa per dire) di Repubblica, Unità, Il fatto, et similia, ma non i cittadini onesti, che hanno bene percepito che più che di “caso chiuso”, si tratta di “case chiuse”, o qualche cose del genere…

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